La roadmap del processo civile telematico in Italia ed Europa

La rivoluzione digitale della Giustizia avanza, ma in un quadro normativo ancora frammentario in Italia, nell’attesa della riforma del codice di procedura civile per la quale sarebbe già pronto il disegno di legge delega. Vediamo lo stato dell’arte in Italia, Germania, Regno Unito ed Estonia

In Italia il Processo Telematico è realtà già da qualche tempo. I dati diffusi dalla DGSIA e aggiornati a novembre 2014 (Stato dell’informatizzazione della Giustizia), nonché ripresi dal Ministro della Giustizia nel discorso di inaugurazione dell’anno giudiziario, presentano un Processo Telematico a pieno regime.

Nell’ultimo anno sono stati depositati oltre 1 milione di atti dalle parti, quasi 1 milione e mezzo di provvedimenti da parte di magistrati (che per il 95% di quelli dedicati al settore civile utilizzano una Consolle molto evoluta) con una riduzione media delle tempistiche necessarie ad ottenere un decreto ingiuntivo del 50%; consegnate oltre 1 milione di comunicazioni al mese con un risparmio annuale stimato in più di 42 milioni di euro. E ancora nel settore civile: pagamenti telematici, consultazione on line di dati e fascicoli tramite il portale http://pst.giustizia.it (anche da parte del cittadino) nonché tramite un’applicazione per smartphone predisposta dal Ministero. Di prossima realizzazione la Consolle per il Pubblico Ministero, le comunicazioni e notificazioni telematiche per i Giudici di Pace e per la Corte di Cassazione, modulo SICID per il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche e per i Commissariati agli Usi Civili.

Per quanto riguarda la Giustizia Penale si sta adottando un unico sistema per i principali registri informatici (SICP); il sistema delle notificazioni e comunicazioni elettroniche penali a persona diversa dall’imputato è operativo a livello nazionale dal 15 dicembre 2014; si stanno studiando sistemi documentali che unifichino le basi di dati esistenti e ci sono moltissimi progetti per lo sviluppo di applicazioni per la giustizia penale che mirano all’interoperabilità e interconnessione fra le banche dati preservando la sicurezza dei dati, la riservatezza delle indagini e quella degli interessati.

Infine, diverse sono le misure descritte nel Rapporto sulla gestione sopra citato per gli altri settori giudiziari come gli interventi in atto presso la Corte di Cassazione; la diffusione di un registro unico per l’Area Minorile; la gestione dell’Area Amministrativa dei servizi giudiziari (compresa la fatturazione elettronica); il sistema di gestione dei servizi statistici.

Permane, ovviamente, un quadro normativo incerto e frammentario che gli operatori auspicano venga finalmente riordinato con la riforma del codice di procedura civile per la quale sarebbe già pronto il disegno di legge delega come annunciato dal Ministro Orlando e dove è espressamente previsto l’adeguamento al Processo Telematico.

Non siamo i soli a voler digitalizzare la giustizia. Tutto il processo telematico si inserisce, infatti, in un quadro europeo di e-justice in notevole sviluppo dove l’Italia, pur non ricoprendo i vertici degli scoreboard internazionali, si colloca in posizione apicale per quanto riguarda la giustizia civile.

Durante la conferenza organizzata dalla DGSIA insieme al CED Corte di Cassazione durante il Semestre di Presidenza dell’Unione Europea, tenutosi presso la Corte di Cassazione il 13 e 14 ottobre 2014, dal titolo “e-Justice and e-Law Conference. Toward better pan-European Judicial Services”, sono stati illustrati diversi sistemi europei.